Intervista 10 Agosto 2026 (LaPresse)
Estratto dell'intervista di LaPresse a Carmelo Burgio. Articolo Orginale: Carmelo Burgio candidato sindaco a Milano: “Rastrellamenti? Operazioni ad alto impatto, non treni per Auschwitz”
Una raccolta delle dichiarazioni rilasciate dal generale in congedo dei Carabinieri e candidato sindaco di Futuro Nazionale, Carmelo Burgio, in vista delle elezioni comunali di Milano del 2027 a pochi giorni della sua presentazione alla Versiliana da parte del Generale Roberto Vannacci. Dalle priorità programmatiche sulla sicurezza e la riqualificazione delle periferie alle repliche sulle polemiche relative all'identità culturale, alla conoscenza del territorio e all'efficacia dei controlli urbani.
Sicurezza e periferie al centro: la visione di Burgio per il governo di Milano
Domanda: Qual è il suo giudizio sui livelli di sicurezza a Milano e quali interventi intende priorizzare per le periferie e la gestione amministrativa della città?
Carmelo Burgio: “No, Milano non è la città più insicura, pure Roma non scherza, ma è sicuramente una città molto insicura. Io la frequento da tanti anni e la notte da solo e disarmato non girerei attorno alla stazione”.
Domanda: Quali sono le urgenze prioritarie che intende affrontare per Milano e quale metodo di lavoro applicherebbe per risolverle?
Carmelo Burgio: “La sicurezza, perché lo chiedono i milanesi. Le periferie, perché non dobbiamo pensare solo all’Area C e a chi va a farsi l’apericena. Noi dobbiamo pensare a chi vive nelle periferie, che ha bisogno di servizi e di sport. Una cosa importante è riuscire a dialogare con tutti per capire quali sono i problemi, perché i problemi li capisci quando ti immergono nel sistema e questa è la regola di qualunque persona che viene mandata a prendersi la responsabilità di un’area. Io non è che sia un miracolo di efficienza, ho fatto quello che fanno tutti gli ufficiali dei carabinieri, tutti i questori, tutti i prefetti, che vanno in un posto nuovo, cercano di capire quali sono i problemi e cercano di dare delle risposte possibilmente in tempi brevi”
Conoscenza del territorio ed identità culturale: la replica di Burgio alle critiche
Domanda: A chi obietta che non parli il dialetto o non conosca profondamente Milano, cosa risponde in merito alla sua idoneità a governare la città e alla sua visione sull'identità culturale?
Carmelo Burgio: “Se conosco Milano? Do due risposte: la prima è che Milano la frequento da un sacco di anni. La seconda è, quando mi hanno mandato a comandare Cagliari, Caserta o Trapani le conoscevo? Quando mi hanno mandato a lavorare in tutto l’Afghanistan lo conoscevo? Tutti questi milanesi che l’hanno governata sono stati tutti eccezionali o perfetti? Sono andato in Afghanistan per un anno a dirigere come addestrare la polizia afghana e sono tornato a casa, sono tornato a casa dalla Bosnia, sono tornato a casa dall’Albania, dal Libano, a Nassiriya non facevo l’apericena: non parlo il milanese, che sarà mai. La città, dopo che l’hanno governata persone che sapevano tutto di Milano, è perfetta? Io penso che sarebbe ora di cambiare qualche cosa in Italia perché c’è qualcosa che non va: si pensa un po’ troppo poco agli italiani e forse piano piano ci stiamo islamizzando. Gente che ieri giustamente veniva e baciava per terra perché trovava da lavorare da noi, oggi non vuole il crocifisso in chiesa, non vuole il salame e il maiale a pranzo, non vuole il presepio, non bisogna festeggiare il Natale ma si deve festeggiare il Ramadan, non bisogna studiare la Divina Commedia. Domani dirà che quando cammina in piazza del Duomo e vede la croce si sente male, quindi chiederà togliere la croce da tutte le chiese. Siccome per tutte queste richieste c’è sempre stato qualcuno che ha detto che era giusto farle e che andavano esaudite, perché non dobbiamo esaudire pure quella di togliere la croce dal Duomo di Milano?”.
Dal termine "rastrellamenti" alle "operazioni ad alto impatto": la replica sui controlli di massa
Domanda: Come definisce e giustifica le operazioni di controllo del territorio, replicando sull'uso del termine "rastrellamenti" e citando le proposte di Franco Gabrielli?
Carmelo Burgio: “Cosa propone l'ottimo ex capo della polizia Franco Gabrieli? Propone di fare grossi ‘servizi a massa’, e che cosa sono? Qual è la differenza quando lei mette 200 uomini in una zona come quelle della movida e controlla a tappeto tutto? Io i servizi a massa non li chiamo rastrellamenti, li chiamo tecnicamente ‘operazioni ad alto impatto’, o ‘operazioni coordinate di controllo del territorio’. Ora, il collega (Roberto Vannacci, ndr) ha voluto colpire anche l'immaginazione, ma che li chiami rastrellamenti o che lei lo chiami ‘servizio a massa’ è la stessa cosa, non è che quando si fa questo servizio io auspico che vengono messi tutti nei vagoni piombati e portati ad Auschwitz”